Diventare pilota a 30-35 anni: fattibilità e mercato attuale in Italia

In quest’area si discute di Aeroclub, di brevetti commerciali / ATPL integrato, di ultraleggeri, di scuole e corsi relativi all'aviazione civile

Moderatore: Staff md80.it

Rispondi
Caster
Rullaggio
Rullaggio
Messaggi: 1
Iscritto il: 4 luglio 2024, 23:24

Diventare pilota a 30-35 anni: fattibilità e mercato attuale in Italia

Messaggio da Caster »

Ciao a tutti,

scrivo per avere un parere onesto sulla possibilità di intraprendere il percorso per diventare pilota di linea oggi, avendo superato i 30 anni.

Attualmente ho un lavoro stabile in smart working come sviluppatore, ma sto valutando seriamente di investire nella formazione (percorsi modulari o programmi stile Ryanair Future Flyer). I miei dubbi sono:
  • Età: Iniziare l'addestramento ora significa affacciarsi al mercato a 33-35 anni. In Italia, le compagnie (low cost e non) penalizzano molto questa fascia d'età rispetto ai ventenni?
  • Transizione: Qualcuno di voi ha compiuto il salto da un lavoro d'ufficio/remoto alla linea dopo i 30? Il cambio di ritmi (turni, sveglie, logistica) è sostenibile nel lungo periodo o il rischio di "rimpiangere" la flessibilità precedente è alto?
Prospettive: Ha senso iniziare oggi o il mercato è saturo di profili più giovani?

Grazie a chi saprà darmi un feedback basato sulla realtà operativa attuale.

PS Ho visto che questi argomenti sono stati già trattati diverse volte, ma le discussioni erano abbastanza vecchiotte quindi ho preferito riproporre la domanda.
Avatar utente
AirGek
FL 500
FL 500
Messaggi: 12742
Iscritto il: 7 dicembre 2008, 12:02
Località: 12 o'clock opposite direction

Re: Diventare pilota a 30-35 anni: fattibilità e mercato attuale in Italia

Messaggio da AirGek »

Penalizzano non penso… penso che dalla posizione del candidato sempre 200 ore di volo avrai. Che tu abbia 20 anni o 35 non penso cambi molto.

Beh sicuramente se per flessibilità intendi lavorare quando e come pare a te, puoi tranquillamente scordartelo. Parli di low cost, il tuo destino probabile è finire in Europa dell’est volando come partita IVA alternando turni con sveglie alle 0330 del mattino (se abiti abbastanza vicino all’aeroporto) e rientri a casa all’una di notte (se abiti abbastanza vicino all’aeroporto), ovviamente non nello stesso turno. Giornate di lavoro da 10-12 ore non saranno inusuali. Turni di reperibilità dove non potrai fare nulla perché entro un’ora dovrai recarti in aeroporto se chiamato a sostituire un collega. Se non ti chiamano non verrai pagato un centesimo.

Questo che ti ho scritto penso sia il worst case scenario.

Di meglio rispetto a quanto sopra può esserci il non essere partita IVA e il non essere basato in Europa dell’est, poi per carità de gustibus.

Un sito interessante è https://pilotsglobal.com/ dove sono i piloti a recensire le esperienze lavorative nelle varie compagnie.

In bocca al lupo!
Rispondi