Fonia inglese post PPL
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Fonia inglese post PPL
Buonasera a tutti, per caso qualcuno di voi sa come funziona il processo per ottenere l'abilitazione alla fonia inglese dopo aver fatto il ppl in italiano? Basta il TEA o serve fare altro? Grazie
- flyingbrandon
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Re: Fonia inglese post PPL
No….non basta il TEA. Il TEA non è fonia aeronautica in inglese. Se hai la fonia in italiano e vuoi fare anche quella inglese fai l’esame di fonia all’ENAC solitamente. Oppure dovresti cercare se ci sono scuole di volo che sono autorizzate a fare in sede gli esami di fonia Inglese….anche se, sicuramente, la parte scritta devi farla in qualche sessione ENAC.
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Re: Fonia inglese post PPL
Chiedi alla tua scuola di volo. Quando lo feci io (più di 10 anni fa) cercai nel calendario delle sedute per esame teorico PPL la località più comoda e mi recai a fare l’esame dedicato. Allora si trattava di un quiz sù carta e una simulazione di comunicazione con l’esaminatore.
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- sardinian aviator
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Re: Fonia inglese post PPL
Approfitto di questi post per farvi una domanda. Nel lontano 1992 ottenni questo certificato di fonia inglese dopo aver sostenuto un esame presso la DGAC che consisteva in una conversazione in inglese fra TWR e aerei (cioè noi candidati) in un circuito di attesa simulato. Io non avevo alcuna licenza aeronautica che peraltro non era richiesta. Nè era richiesta alcuna visita medica. Tutti i miei colleghi erano invece piloti. Ci dettero una cuffia e un microfono e stavamo tutti intorno a un tavolo; a ognuno venne assegnato un nominativo mentre il commissario di esame fungeva da TWR. Mi fu spiegato che con quella certificazione potevo "accompagnare" un pilota con la sola fonia in italiano in aree dove era richiesta quella inglese e parlare con l'ATC riferendo poi al pilota. Che voi sappiate questo certificato esiste ancora? E' possibile una eventuale conversione con un altro titolo attuale? Grazie
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- flyingbrandon
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Re: Fonia inglese post PPL
Personalmente non ne ho la più pallida idea...la fonia non scade...quindi il certificato dovrebbe, anzi è, valido. Non mi è mai capitato di vederlo slegato da una licenza quindi non so se ci sia un equivalente in EASA. Hai provato a chiedere direttamente ad ENAC?sardinian aviator ha scritto: ↑5 giugno 2022, 17:41Approfitto di questi post per farvi una domanda. Nel lontano 1992 ottenni questo certificato di fonia inglese dopo aver sostenuto un esame presso la DGAC che consisteva in una conversazione in inglese fra TWR e aerei (cioè noi candidati) in un circuito di attesa simulato. Io non avevo alcuna licenza aeronautica che peraltro non era richiesta. Nè era richiesta alcuna visita medica. Tutti i miei colleghi erano invece piloti. Ci dettero una cuffia e un microfono e stavamo tutti intorno a un tavolo; a ognuno venne assegnato un nominativo mentre il commissario di esame fungeva da TWR. Mi fu spiegato che con quella certificazione potevo "accompagnare" un pilota con la sola fonia in italiano in aree dove era richiesta quella inglese e parlare con l'ATC riferendo poi al pilota. Che voi sappiate questo certificato esiste ancora? E' possibile una eventuale conversione con un altro titolo attuale? Grazie
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Re: Fonia inglese post PPL
inutile perdere tempo. Anche perché quella licenza non la userò mai. Ogni tanto provo ad ascoltare le frequenze di TWR e APP, ma nei paesi di lingua madre inglese capisco il 20%. E poi è praticamente impossibile se non hai sotto mano una cartina dell'area con le STAR e le SID.flyingbrandon ha scritto: ↑10 giugno 2022, 9:42Personalmente non ne ho la più pallida idea...la fonia non scade...quindi il certificato dovrebbe, anzi è, valido. Non mi è mai capitato di vederlo slegato da una licenza quindi non so se ci sia un equivalente in EASA. Hai provato a chiedere direttamente ad ENAC?sardinian aviator ha scritto: ↑5 giugno 2022, 17:41Approfitto di questi post per farvi una domanda. Nel lontano 1992 ottenni questo certificato di fonia inglese dopo aver sostenuto un esame presso la DGAC che consisteva in una conversazione in inglese fra TWR e aerei (cioè noi candidati) in un circuito di attesa simulato. Io non avevo alcuna licenza aeronautica che peraltro non era richiesta. Nè era richiesta alcuna visita medica. Tutti i miei colleghi erano invece piloti. Ci dettero una cuffia e un microfono e stavamo tutti intorno a un tavolo; a ognuno venne assegnato un nominativo mentre il commissario di esame fungeva da TWR. Mi fu spiegato che con quella certificazione potevo "accompagnare" un pilota con la sola fonia in italiano in aree dove era richiesta quella inglese e parlare con l'ATC riferendo poi al pilota. Che voi sappiate questo certificato esiste ancora? E' possibile una eventuale conversione con un altro titolo attuale? Grazie
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Re: Fonia inglese post PPL
Ascoltare le stazioni di lingua madre è la cosa più difficile perché parlano a raffica. Lì anche un professionista spesso capisce ciò che gli vien detto perché si aspetta quella cosa.
Per non parlare del fatto che ascoltare live ATC o robe simili l’audio è ancora più distorto.
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Re: Fonia inglese post PPL
Allora non sono l'unico! In genere io ascolto le comunicazioni seguendo le tracce su FR24, ma come dicevo prima, la cosa è resa più ardua dal fatto di non possedere le relative cartine. Seguire la ground senza l'AD Chart di un aeroporto grande (in genere sento Dublino) è veramente ostico, così come l'APP senza cartina di procedura ecc... Gek notava giustamente che un pilota spesso capisce quello che si aspetta di sentire e questo mi pare davvero "pericoloso" perché poi fa non quello che gli viene detto ma quello che avrebbe dovuto fare in condizioni normali. Brandon dice che in teoria la licenza non scade mai, ma la fraseologia invece cambia e vecchie licenze portano ancora a dire RWY clear quando invece sarebbe vacated e chissà quante altre cose sono diverse dal 1992. Certo un professionista ha il dovere di aggiornarsi, ma un dilettante va spesso nel pallone. Meno problemi invece ho con l'ATC dei russi, dell'America Latina, dei Greci e dei paesi dell'est. La Francia è un caso a sè perché negli aeroporti francesi l'80 % dei voli sono di bandiera e di lingua francese; quel poco che dicono in inglese è alquanto vago quanto a pronuncia. Come ho già scritto altre volte, la famiglia di mio figlio abita sul prolungamento delle piste 08 e 09 di CDG e la cittadina viene sorvolata a 4500 ft in finale. Ogni tanto mi metto sul balcone e non ho neanche bisogno di FR24 perché gli aerei li vedo direttamente. Ma le comunicazioni in inglese fra americani e ATC francese sono a volte esilaranti e piene di please say it again, do you confirm that... ecc...AirGek ha scritto: ↑10 giugno 2022, 19:30Ascoltare le stazioni di lingua madre è la cosa più difficile perché parlano a raffica. Lì anche un professionista spesso capisce ciò che gli vien detto perché si aspetta quella cosa.
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Re: Fonia inglese post PPL
Per quello si fa il read back.sardinian aviator ha scritto: ↑11 giugno 2022, 8:19Gek notava giustamente che un pilota spesso capisce quello che si aspetta di sentire e questo mi pare davvero "pericoloso" […]
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Re: Fonia inglese post PPL
E talvolta non basta neanche quello!AirGek ha scritto: ↑11 giugno 2022, 14:43Per quello si fa il read back.sardinian aviator ha scritto: ↑11 giugno 2022, 8:19Gek notava giustamente che un pilota spesso capisce quello che si aspetta di sentire e questo mi pare davvero "pericoloso" […]
Ci fu un caso di un aereo di linea con passeggeri a bordo che rischiò una collisione in volo con un altro per una quota assegnata, read back sbagliato (!) e hear back non corretto dell'ATC che dunque avvalorò il primo errore. Per fortuna esiste il TCAS.
Per inciso, la cosa sconcertante fu che l'inchiesta, largamente vaga ed in certi aspetti omissiva, fu pubblicata in mezzo a tante altre di eventi minori di aviazione generale, quasi a "nasconderlo". Un importante membro di un'importante associazione di studi aeronautici scoprì il caso e ne volle fare oggetto di analisi, ma in qualche modo fu stoppato dall'associazione stessa che non voleva fare "controinchieste". Il rifiuto provocò le dimissioni dell'esperto (e del sottoscritto che condivideva invece la necessità della controanalisi). Questo per dire che anche le inchieste talvolta vanno prese con le pinze e a cui spesso vanno fatte le pulci.
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Re: Fonia inglese post PPL
Errore umano, purtroppo avvolte capita semplicemente che si capisce fischi per fiaschi pur senza particolare bias.
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